
28 dic 2025
Introduzione
Se gestisci un B&B, una casa vacanze, un affittacamere o un agriturismo in Puglia, il Codice Identificativo Nazionale (CIN) è oggi un obbligo a tutti gli effetti. Introdotto a livello nazionale per uniformare il controllo sugli affitti brevi, il CIN identifica in modo univoco ogni immobile destinato a locazione turistica.
Dal 2025 l’obbligo è pienamente operativo e nel 2026 non sono previste deroghe: il codice deve essere inserito in tutti gli annunci online ed esposto presso la struttura. Chi non è in regola rischia sanzioni rilevanti e la rimozione degli annunci dalle piattaforme.
Cos’è il CIN e quando è obbligatorio (differenze con il CIS in Puglia)
Il Codice Identificativo Nazionale (CIN) è un codice alfanumerico rilasciato dal Ministero del Turismo a tutte le strutture ricettive e agli immobili destinati ad affitti brevi: B&B, case vacanze, affittacamere, agriturismi e locazioni turistiche.
Il CIN:
identifica univocamente l’alloggio;
deve comparire in ogni annuncio pubblicitario (Airbnb, Booking, sito web, social);
deve essere esposto all’ingresso della struttura.
Da quando è obbligatorio
L’obbligo è entrato definitivamente in vigore dal 1° gennaio 2025.
Nel 2026 il CIN è obbligatorio per tutti, senza eccezioni, sia per chi opera in forma imprenditoriale sia per i privati che affittano saltuariamente.
Differenza tra CIN e CIS in Puglia
In Puglia era già previsto il CIS (Codice Identificativo di Struttura).
Con l’introduzione del CIN nazionale:
il CIS viene superato;
chi aveva già il CIS deve comunque ottenere il CIN;
il CIN diventa l’unico codice da indicare ed esporre.
I dati regionali vengono utilizzati per generare automaticamente il CIN tramite la piattaforma nazionale.
Come si ottiene il CIN: procedura online
La richiesta del CIN avviene esclusivamente online tramite la Banca Dati Strutture Ricettive (BDSR).
1. Accesso alla piattaforma
Accedi alla piattaforma BDSR utilizzando SPID o CIE.
2. Verifica dei dati della struttura
Se la struttura era già registrata in Regione Puglia, i dati risultano precompilati.
È necessario verificarli e completarli, se richiesto.
3. Dichiarazioni obbligatorie di sicurezza
Durante la procedura devi dichiarare che l’immobile è dotato di:
estintori a norma, in numero adeguato e correttamente posizionati;
dispositivi di rilevazione di gas e monossido di carbonio, se presenti impianti o fonti di rischio.
Queste dotazioni sono obbligatorie per legge.
4. Assegnazione del codice
Una volta confermati i dati, il CIN viene rilasciato immediatamente e reso disponibile in formato ufficiale.
Cosa succede se non richiedi il CIN
Nel 2026 le sanzioni sono pienamente operative.
In particolare:
affittare o pubblicizzare un immobile senza CIN comporta una sanzione da 800 € a 8.000 €;
non indicare il CIN negli annunci o non esporlo presso la struttura comporta una sanzione da 500 € a 5.000 €;
gli annunci privi di CIN possono essere rimossi dalle piattaforme;
la mancanza delle dotazioni di sicurezza può comportare ulteriori sanzioni fino a 6.000 €.
Cosa devono fare i gestori in Puglia nel 2026
Per essere in regola nel 2026, chi affitta in Puglia deve assicurarsi di:
aver registrato la struttura e ottenuto il CIN nazionale;
aver aggiornato tutti gli annunci online inserendo il CIN;
aver esposto il CIN all’ingresso dell’immobile;
aver installato e mantenuto estintori e dispositivi di sicurezza obbligatori.
L’obbligo riguarda tutti, anche:
chi affitta solo pochi giorni l’anno;
chi affitta una sola unità immobiliare;
chi non ha partita IVA.